La Lingua Madre

Lo spettacolo
La Lingua Madre è dedicato ad uno dei più grandi interessi di Pier Paolo Pasolini: la cultura popolare. Esplora la musica tradizionale italiana con una particolare attenzione a quella meridionale e, in particolare, pugliese. E’ noto, infatti, che Pasolini, visitando il Salento in occasione della sua ultima partecipazione a un dibattito pubblico presso il liceo leccese “G. Palmieri”, manifestò grande interesse per i canti in griko, che ebbe modo di ascoltare dal vivo nell’esecuzione semplice e autentica di cantori non professionisti, rimanendone profondamente colpito.
Nello spettacolo canti d’amore, di nostalgia, di rivalsa sociale e antiche leggende si intrecciano con testi selezionati dall’autrice e si alternano alla musica in un dialogo che tratteggia la complessa e variegata personalità di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo “La Lingua Madre” è presentato dal Vania Palumbo Trio composto dai musicisti Vania Palumbo, canto e percussioni, Angela Lacalamita, liuto e chitarra e Maurizio Ria, viola da gamba e viella ed è un omaggio a Pier Paolo Pasolini e alla musica popolare.
Prende spunto da un evento che vide il Poeta protagonista, in Puglia, di alcuni incontri di alto valore culturale.
Il progetto è dedicato, in particolare, ad uno dei grandi interessi dell’Autore, la cultura popolare, ed esplora la musica tradizionale italiana con una particolare attenzione a quella meridionale e, in particolare, pugliese. E’ noto, infatti, che Pasolini, visitando il Salento in occasione della sua ultima partecipazione a un dibattito pubblico presso il liceo leccese “G. Palmieri”, manifestò grande interesse per i canti in griko, che ebbe modo di ascoltare dal vivo nell’esecuzione semplice e autentica di cantori non professionisti, rimanendone profondamente colpito.
Nello spettacolo, canti d’amore, di nostalgia, di rivalsa sociale e antiche leggende si intrecceranno con testi selezionati dall’autrice del progetto, che si alterneranno alla musica in un dialogo che cercherà di tratteggiare uno dei tanti aspetti della complessa e variegata personalità dell’Autore.
Al centro del progetto vi è la voce che si manifesta con canto e narrazione, accompagnata da strumenti classici e di origine popolare o antichi, nella ricerca di un’interpretazione il più possibile vicina alla freschezza della musica popolare.
Il progetto ha dato vita a una produzione discografica dal titolo “Canzoni in forma di rosa”, ascoltabile su piattaforma e disponibile in formato fisico.
Parte integrante dello spettacolo è il cortometraggio musicale “E Glossa Ti’ Mana” (tradotto dal Griko, La Lingua Madre), vincitore del bando Puglia Sounds Producers 2023, che trae ispirazione dalla già citata visita del Poeta a Lecce.
Il cortometraggio è girato in gran parte nei luoghi che ospitarono Pasolini in Salento e propone alcuni canti in Griko, ma non solo, traducendo in musica e immagini il pensiero del Poeta riguardo alla musica popolare.
La Lingua Madre - Canzoni in Forma di Rosa:
“Cassandra” (Anonimo dal “Manoscritto di Como, XVI sec.)
“Villanella che all’acqua vai” (Giovanni Leonardo Mollica 1530ca. -1602)
“Oi ricciulina” (Tradizionale napoletana)
“Canto delle lavandaie del Vomero” (Tradizionale napoletana);
“Amoroso” (Domenico da Piacenza 1390 – 1470ca.);
“Nenia grika” (Tradizionale Grecìa salentina);
“Aremu rindineddhra” (Tradizionale Grecìa salentina);
“Riturnella” (Tradizionale Calabria);
“Lauro” (Lorenzo de’ Medici, 1449-1492);
“Tu bella” (Tradizionale Gargano);
“Bella ci dormi” (Tradizionale Salento);
“Ninna nanna siciliana” (Tradizionale Sicilia);
“Canario” (Giovanni Girolamo Kapsberger 1580-1651);
“Vestesane” (Tradizionale Gargano);
“Avrilla mia” (Giovanni Girolamo Kapsberger 1580-1651).